La vettura in fase di realizzazione fa bella mostra di sé nell’atrio della scuola. Non è pronta, ma attira già l’attenzione. Ieri, all’Itis Castelli, i tredici ragazzi/e di quinta che stanno preparando un’auto sportiva da competizione, ispirata alla classe F3, capace di correre a 150-170 chilometri orari autolimitata, sono stati festeggiati.

Sono partiti più numerosi, adesso all’opera ci sono Andrea Bonfadelli, Michele Ceselin, Davide Cortini, Dylan De Maria, Andrea Franzoni, Andrea Rumi, Alberto Venturi, Andrea Vezzoli, Daniele Baraldi, Roberto Bettoni, Andrea Cavalleri, Andrea Facchetti, Celesta Gatta Zini. Il progetto che hanno sviluppato grazie alla Fondazione Castelli e a un gruppo di aziende è stato da loro presentato al pubblico, imprenditori, mondo universitario, famiglie, assieme al presidente della Fondazione Giuliano Baglioni e al suo vice Gabriele Ceselin, ospite d’onore il leader dell’Aib, Marco Bonometti.

PRONTO IL TELAIO col posizionamento del gruppo propulsore, ora servono la componentistica, la carrozzeria... Il collaudo in pista previsto a luglio, con gli esami di maturità. Sinora il supporto è venuto dall’Istituto Castelli, da Tamburini srl, Robby Moto Engineering srl, Aqm srl, la consulenza tecnica da Luciano Tamburini, Giacomo Falubba e Roberto Papetti che hanno affiancato il team dei docenti, coordinati da Francesco Catalano, ma qualche altra spintarella farebbe piacere. «Questo è un esempio concreto di quanto sappiamo fare a Brescia, coniugando tecnologia, competenze, voglia di fare» ha commentato Marco Bonometti.

«Da Brescia lanciamo la sfida - ha aggiunto il presidente dell’Associazione Industriale Bresciana - di un sistema che, sulle solide basi della nostra tradizione industriale, intrecci scuola, università, aziende per l’innovazione e l’eccellenza». Giuliano Baglioni ha ricordato gli obiettivi della Fondazione Castelli, nata nel 2014 per dare appoggio all’istituto tecnico da sempre vivaio per le imprese del territorio. La metà dei 2500 iscritti prosegue gli studi all’università, i restanti in due anni sono tutti a posto.

Alla Fondazione Castelli aderiscono, per ora, 35 aziende. L’anno scorso sono stati offerti due laboratori all’avanguardia, altri due sono in cantiere, oltre al piano di rifacimento dell’officina meccanica. Questi interventi danno una mano al necessario aggiornamento della didattica.

Ai progetti innovativi dell’Istituto Castelli ha fatto cenno la dirigente, Simonetta Tebaldini, facendo l’esempio degli studi per il timbro del cartellino da cellulare, per il recupero dei metalli preziosi dalle schede elettroniche, per la depurazione del cloruro ferrico.

Magda Biglia